POMARICO, (carta geografica)    (PROVINCIA DI MATERA) Basilicata          

Pomarico (MT) (informazioni su Pomarico) 

 

IL SINDACO DI POMARICO,  LA SUA BANDA DI LADRI 

E LA GLOBALIZZAZIONE E

MONDIALIZZAZIONE DEI MERCATI A POMARICO

 

 I BRIGANTI DEL RISORGIMENTO SI STARANNO RIVOLTANDO NELLA TOMBA per l'indebita ed indegna concorrenza che hanno ricevuto a Pomarico !

 

Gentili visitatori del sito: 

                LE FOTO VERRANNO INSERITE NEI PROSSIMI GIORNI !

 

Dovuto alla condotta del Sindaco e dei suoi “AMICI” oggi la situazione finanziaria a POMARICO è più disastrata che non mai.

 

INSERIRE FOTO

 

In sostanza il paese vive oggi di cassa integrazione, di pensioni e delle rimesse degli emigrati. Il fiume inarrestabile di denaro arrivato a Pomarico è sparito in poche voraci tasche private.

 FOTO

In un’altra pagina su questo sito vi spiegheremo i metodi ed il sistema adottato dal sindaco di Pomarico  e dai suoi “AMICI” per saccheggiare anche le casse comunali.

p.e. l'acquisto di "palazzi" (che dopo 25 anni vengono semplicemente SVENDUTI ) acquistati  con mutui bancari al tasso del 16 %,  presi dalla CASSA RURALE e ARTIGIANA di POMARICO , gestita dall'altro amico.

 

 

La produzione “industriale” a Pomarico è limitata alla produzione di maglieria di basso prezzo, prodotto in un capannone costruito per un altro amico con la legge 488.

 

Basilicata - Finanziamenti europei: “c’è del marcio in Danimarca”

Tratto da: "The tragical historie of hamlet" Prince of denmark, by William shakespeare

 

.. dove a un certo punto  Orazio risponde a Marcello

In Inglese: 

Horatio: Have after. To what issue will this come ?

Marcellus:  Something is rotten in the state of denmark

IN ITALIANO:

Orazio:  E a che fin ne verremo ?

MarcellO: Oh ! alcuna cosa di putrido v'ha certo in Danimarca .

 

Da anni vado sostenendo che se solo qualcuno si decidesse a scoperchiare il pentolone delle centinaia di miliardi di finanziamenti europei e non, destinati ad aziende fantasma, alle tante “prendi i soldi e scappa” lucane, ne vedremmo davvero delle belle. Solo l’anno scorso, a seguito di un articolo pubblicato da alcuni quotidiani regionali sulla sopra citata questione, da più parti mi consigliarono di non insistere. Che in questa regione ci siano sedicenti imprenditori, che allegramente usufruiscono di fondi pubblici di varia provenienza, è una sorta di segreto di pulcinella. Il settore agricolo, da questo punto di vista, è un autentico buco nero. Nella giornata di ieri, le forze dell’ordine hanno fatto luce sull’ennesima truffa ai danni della comunità europea: una truffa per un valore di 2,5 milioni di euro. Proprio vero: c’è del marcio in Danimarca. Quanti sono i capannoni che fanno da paravento ad inesistenti aziende? Quanti i finanziamenti destinati alla formazione che non servono a formare niente e nessuno? Quante sedicenti imprese e imprenditori che, grazie agli amici degli amici, possono accedere all’eldorado dei finanziamenti pubblici e banchettare a spese della collettività? I finanziamenti europei andrebbero utilizzati per far crescere realtà produttive in grado di creare ricchezza e benessere, ma troppo spesso diventano l’ennesimo strumento clientelare nelle mani di una classe dirigente, che, per usare un eufemismo, potremmo definire assai poco accorta e lungimirante. Il futuro della nostra regione può dipendere anche dalla capacità di spendere bene. A poco serve essere restati nell’”Obbiettivo 1”, se bruceremo in malo modo le opportunità che ci vengono concesse. Fare chiarezza è interesse di tutti coloro che fanno davvero impresa, di coloro che vorrebbero farla, e di tutti i cittadini di una regione che, al di là dell’iconografia corrente, vive un’oggettiva condizione di sottosviluppo. Certo, a tutta questa realtà non è estraneo un sistema politico e istituzionale figlio di una autentica controriforma, che non può che produrre, anche al di là delle buone volontà, corruzione e degrado. 

 

Azienda fantasma truffa l’Ue

 

Pomarico, il capannone era vuoto. I 12 soci avevano già riscosso più di due milioni di euro.

 

Matera – Il capannone nella zona Paip di Pomarico c’è. L’azienda no. E’ toccato alle fiamme gialle del comando provinciale di Matera, agli ordini del maggiore Giuseppe Carrozzo scoprire l’ennesima truffa ai danni della Comunità Europea, la seconda in ordine di tempo nel materano. Quasi 2,5 milioni di euro dei 3,3 richiesti da una fantomatica azienda erano già nelle tasche dei 12 soci(tutti pugliesi e tutti denunciati per truffa aggravata ai danni dello Stato, reato che prevede 6 anni di reclusione) quando la Finanza ha interrotto l’attività fraudolenta. I controlli del Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria andavano avanti da tempo con pedinamenti e controlli e avevano accertato che la fabbrica di circuiti elettronici d’alta tecnologia, in realtà era un paravento per poter utilizzare fondi previsti dalla legge 44/86 in favore dell’imprenditoria giovanile….(continua).....

 

 

Comunicato pubblicato nell’estate del 2004 da Nuova Basilicata e Quotidiano

 

Bella terra il metapontino, potremmo definirlo il cuore agricolo della Basilicata, dove tanti imprenditori veri contribuiscono a far forte l’economia regionale, mentre altri, un pò meno veri, vivono alle spalle della comunità, succhiando linfa vitale dalla mammella dei fondi comunitari. E’ il caso di tante aziende: incassano, aprono, falliscono, chiudono, delle autentiche meteore. Società che potremmo chiamare con nomi di fantasia, che so: “Pianto Sud” o forse ancora “Pianta il Sud” oppure “Prendi i Soldi e Scappa”.

Storie di miliardi e studi di progettazione ben ammanigliati, ma nel metapontino se ne raccontano tante, saranno vere? Chi sa, forse un giorno, un giornale e un giornalista coraggioso decideranno di fare un’inchiesta sulle tante “Prendi i Soldi e Scappa” sbarcate in Basilicata e sui fondi dell’UE, che sono serviti a rimpinguare le tasche degli amici degli amici e ad alimentare una politica fatta di clienti e clientele.

Intanto, la “Basilicata Cresce” e mamma piange; piange pensando agli imprenditori felloni e agli amministratori che allegramente disamministrano i denari della collettività e a qualche cimitero industriale.

 

Ma chi controlla, o dovrebbe controllare, come si spendono i soldi derivanti dai finanziamenti europei?

 

Molti amici sono seriamente preoccupati per il futuro e il presente dell’imprenditoria agricola lucana. Davanti a una dissetante limonata parliamo di finanziamenti miliardari, elargiti ad imprenditori, che più che decotti potremmo definire defunti; di sperpero e spreco dei finanziamenti comunitari. Per parte mia, mi dico pronto a sollevare la questione, a patto che mi forniscano dati certi e documenti, perchè, come si suol dire, “carta canta”.

 

 

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno:

Come dice B. Grillo oggi l'associazione mafiosa è composta da un politico, un banchiere, un imprenditore. A volte manca proprio il delinquente !

Intanto....guardate !

Questa è la zona PIP a Pomarico. Anche questa zona RUBATA al legittimo proprietario con l'arma infallibile per rubare in funzione pubblica "'esproprio per pubblica utilità", naturalmente senza risarcire il proprietario,  frammentata e venduta a privati, e alla fine  arricchita anche con antenne e con scatole vuote (i capannoni mai accatastati per ovvi motivi)

 

 

 

I capitali investiti da due generazioni degli URICCHIO a Pomarico sono stati bruciati dal sindaco e dai suoi “AMICI” . La zona più idonea per sviluppare un nuovo centro a Pomarico è  stata saccheggiata sistematicamente e metodicamente dal SINDACO e dagli AMICI e le nostre modeste competenze rifiutate e distrutte per VOLONTÀ del SINDACO. La nostra proprietà acquistata a Pomarico distrutta e saccheggiata dal Sindaco e dagli "AMICI" in maniera mirata e premeditata.

 

Guardate questa foto:

IL SINDACO e i suoi AMICI, autorizzando tutte queste strutture nel punto centrale del NUOVO QUARTIERE RESIDENZIALE “ALDO MORO” si sono privati da soli delle possibilità di sviluppo che offriva la zona. Ricordiamo che lo stesso terreno per la 167 è stato tutto rubato al legittimo proprietario DE PASCALE, sempre con l’arma infallibile per RUBARE IN FUNZIONE PUBBLICA:  L’ESPROPRIO PER PUBBLICA UTILITÀ

 

Infatti oggi i locali costruiti dagli URICCHIO a Pomarico sono vuoti e abbandonati. Gli investimenti di due generazioni di una famiglia onestissima di EMIGRATI volutamente e metodicamente bruciati. Mentre di fronte “funziona” benissimo il CHIOSCO dell’amico.

 

Il SINDACO di Pomarico, insieme ad i suoi amici possono permettersi il lusso di operare in questa maniera. Tanto non succede nulla. Anzi, i TECNICI vengono premiati e il SINDACO stesso viene ricevuto dal PRESIDENTE della REPUBBLICA ITALIANA con abbracci ed onori.

 

A questo punto non meraviglia più di tanto che adesso, alla soglia del nuovo MILLENNIO, dopo aver distrutto la nostra proprietà a pomarico, distrutto e rifiutato competenze, dopo aver RUBATO e saccheggiato il territorio di Pomarico e le casse comunali,  il SINDACO DI POMARICO con LA SUA GRANDE BANDA dietro di lui e con quattro maglie sovvenzionate dell'amico  LANCIA ADDIRITTURA LA SFIDA ALLA GLOBALIZZAZIONE e alla MONDIALIZZAZIONE dei MERCATI..

 

GUARDATE e LEGGETE voi stessi. Sembra una BARZELLETTA ITALIANA (clicca qui !), anche se poco ridicola ! Un'offesa all'intelligenza ?! Però a POMARICO è pura REALTÀ.

In fondo è solo spaventoso sapere quello che possono causare gli "ENTI PUBBLICI" da queste parti, senza conseguenze.

Barzellette: Leggete prima questa in basso e poi     QUESTA (clicca quì !)

 

PROSEGUIREMO QUESTA PAGINA CON

GLI ALTRI BENEFICIARI E COMPLICI ESECUTORI CHE OPERANO NEL SILENZIO  ...

Beneficiari

Esecutori

Amici

Ecc.

 

Tutta la storia di questa tragedia, in un prologo tre atti e un epilogo,  dovuto alla decisione della famiglia  URICCHIO di acquistare proprietà a POMARICO (Provincia di MATERA), Meridione d'ITALIA, per tornare nel paese NATIVO sul sito

WEB    http://www.uricchio.de